I RITUALI: COSA SERVONO E COME DEVONO ESSERE?

 -Porzia Zara, psicologa dello sport-

 

Un rituale o abitudine può essere una parola, un gesto, un’azione, o qualsisasi altro segnale che sia stato provato e messo in pratica.

 

Scopo:

È principalmente quello di migliorare la performance, attraverso il richiamo e la concentrazione dell’attenzione, per evitare di essere distratti da fattori d’interferenza interni ed esterni.

Nel momento in cui effettuiamo i rituali e le abitudini, ripercorriamo delle tracce neurologiche, che segnalano al cervello la necessità di una reazione specifica ed immediata, in modo che l’atleta possa “entrare” in quell’opaca dimensione.

Capita, a volte, che i rituali affiorino inconsciamente, senza una decisione razionale del soggetto. Nel momento in cui si nota che hanno creato in noi delle particolari sensazioni, sprigionando tante energie e facendoci raggiungere un risultato eccellente, allora nelle prestazioni o nelle gare successive, si cerca di riutilizzarli.

 

Come deve essere:

-   Devono essere semplici e brevi per non disperdere troppe energie

-  Devono essere utilizzati ad ogni allenamento in modo tale da diventare parte   integrante della prestazione

- Devono comprendere elementi cinestesici: cioè devono essere legati a sentimenti, emozioni, sensazioni muscolari e tattili.

-  È necessario prestare attenzione al feedback interno, cioè sentire che va tutto bene, che siamo carichi, e rilassati al tempo stesso.

 

L’elemento fondamentale dei rituali e delle abitudini, va individuato nella loro funzione di restringere il focus di attenzione, e incrementare la concentrazione, preparandoci conseguentemente, al momento chiave.

Ecco perché anche sui Rituali, ci si può allenare per creare uno schema mentale che vari a seconda della situazione, distinguendo tra la fase pre-allenamento o pre-gara, e quella dell’allenamento o gara stessa.

Ma anche durante l’allenamento ad alta intensità, capita spesso che i fattori d’interferenza aumentino sensibilmente, distogliendo il nostro focus dalla serie che stiamo eseguendo.

Le criticità da gestire in gara potrebbero essere: la mancanza di convinzione, l’insicurezza, la pressione da parte del compagno di allenamento che ci invia input errati, la mancanza di concentrazione, e tante altre.

Si dice che la mente non fa differenza tra quello che vede realmente, e quello che crea con i pensieri, quindi se coltivi i tuoi pensieri in modo positivo, e funzionale per quello che stai facendo, di sicuro quello che creerai nella tua vita, ti gratificherà moltissimo.

Visualizzando si mettono in moto dei meccanismi nella tua mente che facilitano il lavoro al tuo corpo.

Se con il pensiero, hai percorso e fissato ripetutamente lo schema motorio ideale, grazie alla visualizzazione, sarà per te più facile tramutarlo in azione reale, perché la tua mente, è come se avesse già compiuto quell’azione.

In più puoi riprodurre migliaia di volte il gesto, creando familiarità, puoi visualizzare solo i gesti perfetti (anziché eventuali errori in allenamento), senza dover sottoporre il fisico al sovraccarico.